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La tecnica del nemico: perché devi proteggerlo?

Hai mai pensato che dietro ogni tuo successo, possa esserci l'aiuto del tuo peggior nemico?

Sì, so perfettamente che la domanda suona molto strana ma non preoccuparti: ho tutto sotto controllo ed in questo post capirai anche il perché anche tu dovresti proteggere il tuo peggior nemico. 

Stai per leggere uno di quei contenuti che altri ti hanno sempre tenuto nascosto per paura che anche tu potessi utilizzare una tecnica simile ma soprattutto, per impedirti di capire come funzioni la tua mente sotto effetto della comunicazione persuasiva. 

Dici che ho scritto un paragrafo degno del nuovo guru del momento?

Forse hai ragione o forse dovresti leggere l’articolo per intero prima di darmi del guru. 

Iniziamo adesso, d’accordo?

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Perché un nemico?

Prima di rispondere a questa domanda, permettimi di raccontarti una mia esperienza che sono certo ci accomuna parecchio.

Avevo 10 anni e giocavo in cortile con i miei amici..

Quando sei un bambino che ha come solo scopo nella vita quello di finire i compiti il prima possibile per scendere in cortile a giocare con i tuoi amici, non ti serve moltissimo. 

Ti basta la tua fantasia per dare vita a scenari pazzeschi ed avventure che non dimenticherai mai. 

Ripensandoci oggi c’era una cosa che accomunava ognuno di noi partecipanti alle avventure in cortile: avevamo una missione ben specifica. 

La missione era sempre la stessa: distruggere il nostro nemico. 

Sono sicuro che anche tu avrai vissuto dei momenti simili in cui bastano davvero pochi dettagli per dare vita ad un nemico o ad un ostacolo che solo i tuoi super poteri temporanei potevano distruggere. 

Sorrido quando penso che dopo 20 anni le cose non sono cambiate di una virgola. 

A cambiare sono stati solo gli scenari ma un nemico da abbattere o un ostacolo da superare sono rimasti una costante della mia vita. 

Non è così anche per te?

Sono sicuro di sì. 

Ma credo di averti raccontato fin troppo e tu stai leggendo questo post per un motivo ben preciso: conoscere il potere di un nemico. 

Adesso è arrivato il momento di svelarti tutto senza riserve.

tecnica del nemico

Il potere di ogni nemico

Qual è il potere che ogni nemico è in grado di generare? 

Riflettici solo un attimo. 

Pensa alla politica, soprattutto quella odierna.

Viviamo in un periodo temporale nel quale la politica ha definito in modo inequivocabile il concetto di nemico dello Stato.

Ad oggi il nemico principale degli italiani è uno ed uno soltanto: il diverso.

Non importa che forma abbia o quale sia il suo volto, se qualcuno ha degli atteggiamenti differenti rispetto ad una norma che nessuno ha definito tale, ma che viene condivisa da una nicchia abbastanza influente viene subito marchiato come diverso e quindi come il nemico che può mettere a repentaglio la nostra stabilità.

Non è vero?

Basta solo pensare allo scandalo dei porti chiusi per evitare lo sbarco degli immigrati sulle nostre coste o alla lotta costante contro una sessualità che non rientra nella “normalità” delle cose. 

Prova solo a pensare a quanto un evento come il family day in Italia abbia dato davvero la prova di quanto potente possa essere la creazione di un nemico prodotto praticamente dal nulla. 

Ma cerchiamo di analizzare meglio il potere che un nemico ha su di noi, d’accordo?

Il primo potere che un nemico porta nella nostra vita quotidiana è molto semplice: un nemico comune crea dei gruppi definiti.

Avere un nemico da sconfiggere ci rende più propensi a condividere gli sforzi con i nostri simili.

La possibilità di poter unire le forze ci rende meno sospettosi verso il prossimo e pronti a dare il nostro supporto per portare a termine un obiettivo comune. 

Il motivo di tutto questo è molto semplice ed è legato alla nostra psicologia più primitiva: siamo dei maledetti pigri. 

Ma essere pigri cosa c’entra con la distruzione del nemico?

Questo è quello che starai pensando in questo momento dopo aver letto ciò che ti ho appena detto.

Permettimi solo due minuti del tuo tempo e continua a leggere quanto sto per dirti perché questo sarà un passaggio fondamentale per comprendere in pieno questo post.

Dunque….

Come ti dicevo noi esseri umani siamo per natura pigri e per dimostrarlo voglio solo farti notare la quantità di robot e di processi automatici che stiamo creando da qualche anno a questa parte.

Qualche anno fa sarebbe stato impossibile anche solo pensare che certe cose potessero diventare automatiche consentendoci di ottenere lo stesso risultato con il minimo sforzo. 

Provo a farti solo qualche esempio, ok?

I nostri nonni del paleolitico dovevano andare a caccia tutti i giorni per trovare da mangiare e soprattutto dovevano passare ore ed ore a coltivare i campi per ottenere qualche risultato. 

Guarda adesso come stanno andando le cose.

Non serve andare a caccia perché la maggior parte delle carni che mangiamo provengono da allevamenti dove ogni passaggio (o gran parte di essi) viene automatizzato e dove la caccia è diventata più uno sport (per quanto poco utile) che una necessità.

Stessa cosa per la coltivazione.

Se prima i nostri avi usavano la falce per raccogliere il grano, adesso si usano macchinari appropriati che riescono a farci ottenere dieci volte il risultato di una volta nella metà del tempo.

Ok Rocco ho capito, ma non mi hai ancora detto cosa c’entra il nemico con questa storia!

È qui che ti sbagli.

Sconfiggere un nemico o superare un ostacolo comprendono le stesse dinamiche di cui ti ho appena parlato e quindi poter contare su un gruppo con cui allearsi momentaneamente per distruggere il nemico è il risultato della nostra volontà di spendere un quantitativo di energia minimo, per ottenere un risultato più grande.

Le dinamiche di gruppo di permettono di ottenere tutto questo in periodo di tempo limitato perché non saremo da soli a dover affrontare il nostro nemico e che quindi potremo contare sull’energia di altre persone che come noi sono motivate dallo stesso obiettivo.

Ad ogni nemico, un obiettivo specifico

Il secondo potere magico che possiede ogni nemico è legato alla sua abilità di metterci davanti ad un obiettivo specifico

Sembra una frase banale ma ti prego di non cedere alla voglia di leggere velocemente questo paragrafo.

Riflettici solo un istante.

Quando siamo consapevoli di una possibile minaccia, il nostro cervello inizia ad accendere la sua luce d’emergenza facendoci capire che qualcosa potrebbe andare storto. 

Succede nella nostra vita privata e succede nel nostro lavoro.

Perché non sono riuscito a finire quella task! Domani mi romperanno sicuramente le palle per questa storia”

Quante volte sarai tornato a casa dal lavoro con un pensiero simile?

Il motivo è che il tuo cervello pensa solo alle possibili catastrofi che potrebbero accadere.

La risposta risiede nella scienza.

Da uno studio condotto da un team di psicologi è stato dimostrato che la maggior parte dei soggetti a cui era stato chiesto di osservare una foto di gruppo, erano soliti soffermarsi sul viso arrabbiato di un individuo presente all’interno della foto. 

Il nostro cervello è programmato per riconoscere il pericolo, pensare esclusivamente a quello e correre ai ripari.

Lo stesso processo si mette in moto quando riusciamo a definire il nostro nemico. 

Non facciamo altro che pensare a lui.

Vogliamo distruggerlo, eliminarlo e dimenticarcene.

Non è questo il percorso che ci porta dritti verso il compimento di un obiettivo specifico in fondo?

Grazie per aver letto con attenzione questo paragrafo.

Ti devo un caffè o una granita.

Dopo questa botta di teoria, cerchiamo di capire come possiamo utilizzare la Tecnica del nemico per influenzare i nostri utenti. 

rocco giannino

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Come si crea un nemico?

Abbiamo analizzato come determinate comunicazioni ed atteggiamenti siano alla base del processo di creazione di un nemico particolare.

Ma sono valide per ogni situazione e per ogni pubblico?

Assolutamente no, ma possiamo rifarci ad uno schema molto semplice con sui poter creare il nemico giusto per il pubblico giusto.

Iniziamo a mettere le basi del nostro schema.

Trova la nicchia

Il primo step che forma il nostro schema si basa (ovviamente) sulla nicchia con cui vogliamo comunicare.

Quindi ricorda sempre di analizzare il tuo pubblico con onestà e soprattutto in modo consapevole. 

La comunicazione non è fatta per i voli pindarici o per le storielle da quattro soldi.

Comunicare con una persona significa conoscerla meglio di quanto crede e soprattutto significa conoscere le sue paure, i suoi bisogni ed i suoi desideri. 

Proprio per questo reputo fondamentale lo studio della nicchia con la quale decido di comunicare perché senza la giusta base non possiamo costruire niente.

Si ok, questo lo dici sempre, ma andiamo al sodo”

Sono d’accordo con te!

Cerchiamo di fare chiarezza con un esempio.

Poniamo il caso che tu voglia comunicare con un gruppo di utenti che amano le auto d’epoca, ma non tutte le auto d’epoca.

Vanno pazzi per le Ferrari di una particolare decade, mettiamo quelle prodotte tra gli anni 80 e 90.

Tengono in modo maniacale questi gioielli su ruote e non perdono occasione per informarsi relativamente alla scelta dei prodotti migliori con cui prendersi cura dei loro tesori mobili.

Quali potrebbero essere le loro paure?

Ti piace questo post? Perché non lo condivi sui tuoi social allora?!

Conosci il pubblico, crea il nemico

Abbiamo appena definito la nicchia con cui vogliamo comunicare, aggiungendo dei dettagli che fanno la differenza e che certamente rendono il nostro ragionamento più semplice e logico.

Adesso cerchiamo di capire quali potrebbero essere i loro problemi e quindi i loro nemici.

Sicuramente badare ad una auto d’epoca non è semplice perché basta un graffio o un componente dell’auto usurato per rovinare il lavoro fatto fino ad ora.

Ma questo non basta, dobbiamo scendere più in profondità.

Dobbiamo trovare un nemico comune a queste auto che possa essere l’elemento critico per i nostri utenti.

Allora ipotizziamo di fare una ricerca online e scoprire che il connettore della marmitta è un componente soggetto ad una usura maggiore e più rapida rispetto al resto.

Così veniamo a conoscenza del fatto che i nostri utenti passano gran parte del loro tempo a controllare quel connettore, portando l’auto dal loro carrozziere di fiducia regolarmente, pagando parecchio per un servizio del genere.

Ecco trovato il nostro nemico: il connettore che ti fa sprecare un sacco di soldi per prenderti cura della tua auto.

Superato questo secondo step, possiamo passare all’ultimo.

Trovato il nemico, condividi le tue armi 

Abbiamo dato vita al nemico della nostra nicchia e soprattutto lo abbiamo identificato.

Adesso possiamo proporre una soluzione che sollevi il morale del nostro pubblico e gli permetta di risparmiare i soldi che regolarmente spendono in manutenzione. 

Immaginiamo quindi di poter avere un particolare tipo di grasso per automobili d’epoca che non solo allunghi la vita del connettore ma che con un singolo acquisto possa assicurare una manutenzione temporalmente più lunga.

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Ecco che il gioco è fatto.

Iniziamo a sponsorizzare il nostro prodotto online, comunicando con la nicchia che abbiamo definito ed esponendo il problema che abbiamo rilevato e la nostra soluzione.

Se dovessi riassumere tutto in uno schema potrei sicuramente scrivere così:

NICCHIA+NEMICO+SOLUZIONE = SUCCESSO


Prova solo ad immaginare cosa accade nella mente della nostra nicchia quando trovano qualcuno che vive i loro stessi problemi ma che è in possesso di una soluzione che cercavano da moltissimo tempo. 

Set, match, partita. 

Conclusione

Siamo giunti alla fine di questo post corposo nel quale abbiamo analizzato come funziona la Tecnica del nemico e perché è così importante da utilizzare.

Abbiamo inoltre creato uno schema da utilizzare infinite volte per le tue comunicazione online ed offline che per chiarezza riporto qui sotto:

  • Nicchia 
  • Nemico 
  • Soluzione

Basta rifletterci qualche minuto per ritrovare questo schema nel 90% della comunicazione alla quale siamo soggetti ogni giorno.

Credo che per questa volta possa bastare, dopotutto siamo arrivati a 2000 parole ed in tutta onestà, se sei arrivato fino a questo punto, ti sei meritato un altro caffè….o un’altra granita. 

Ci leggiamo alla prossima.

Un grande abbraccio, 

Rocco.

rocco giannino

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